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HAPPY HOOKER'S HAND |
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Happy
Hooker’s Hand Una
mano in ferro Sul
seno della Terra Nascosta
sotto il selciato La
divina Isis violata dall’usura D’un
Tempo che non scorre Una
mano avvolge La
tetta ignota Che
spunta al dodicesimo di mezzanotte Dalla
Chiesa delle puttane
Sonante
al sesso ed al brivido freddo La
pioggia deve battere sul selciato ai poeti Per
provocare la magia di una mano innocente Che
stringe il sesso a sua volta stregato Di
un’Eva evanescente, velata Dall’acqua
blu del cielo Se
io strappo la carne in cammino Della
Terra celante l’altra volta inghiottita Se
io strappo il selciato che ti serve da prigione Potrò
forse vedere la magia emergere E
spezzare infine il corpo glaciale Della
puttana pietrificata – In
qualche parte della Terra Il
Tempo interrotto Ci
ricorda perché tu piangi L’ebbrezza
colta sul chi vive Da
un’ala che s’invola In
Alto Alcuni
tulipani sopra i tetti Distesi
verso il sole Provocano
lo scisma dei sensi Nell’odore
dolce dei segni Su
qualche parte della Terra Amsterdam
messa a nudo Si
sveglia – Ecco
venuto il tempo degli assassini innocenti Che
banchettano con la gioia leggera Di
un fumo che indica un segno «
Coraggio ho vinto il mondo » ha
detto il Cristo sulla croce dell’agonia Io
ricerco il
caos vivente delle immagini e delle lettere per
attingervi la Forza viva della città che
presiede alle metamorfosi degli dèi dentro
l’athanor umano E
danziamo, danziamo, danziamo ancora, Fino
a che non saremmo divenuti Non
erette divinità Ma
uomini inclinati – Meraviglia
d’architettura Quanto
la palude Geometria
geniale Dove
la perpendicolare oscilla Per
contemplare i suoi propri piedi Il
timpano spunta Potenza Di
mattoni e di legno I
palazzi medioevali Scatenano
la magia Amsterdamiana La
città smembrata raduna Il
miracolo umano Xaviera
Hollander The
Happy Hooker Autobiografia
di una donna morta Happy Hooker for happy cunt And cook of despair Oude Kerk and happy cunt Sacred, sacred, sacred, all is
sacred Said the old Allen Cure
blindness with a whore’s spittle Dammi
il tempo di vedere E
di scavalcare l’intervallo rosa Che
separi il mio ventre dalla vetrina E
l’angelo matta dall’alto della sua torre d’avorio La
regina nuda accerchiata da ogni parte Lo
scacco è matto O
cavalieri di città E
matta ancora Lungo
le vene della città Soffia
il sangue sacro Del
ricordo Silenzio Un
airone si posa Pietra
in becco Sulle
antiche ceneri D’un
sapere dimenticato Delle
anatre-piccione Si
tuffano Tutte
le mattine del mondo Le
teste nella vernice Bianca D’una
Terra Blu Comme
un’arancia molle e verde Silence
Tu
attraversi i secoli saggiamente Come
un cigno Completamente
ammattito. Vandelpark Polmone
del poema Che
respira l’aria pura D’una
parola presente al mondo Qui
e adesso intera Lì
è la gioia di sapere Che
il presente è eterno Sei
tu che scegli il Caso E
non l’inverso Esso
fluttua nel cerchio della confusione In
cui tu cingi te stesso Nascere
qui o altrove Porta
sempre a nascere nel cerchio Da
cui devi fuggire Non
il Caso per chi dunque è nato Ma
soltanto la scelta di vivere o morire Sotterrata
dalle acque Adesso
città sottomarina Atlantide
ci attende Ho
ritrovato l’orecchio di Van Gogh Galleggiare
sul fango famelico Io
avevo Fame E
l’ho mangiato Allora
ho visto ancora ciò che l’uomo ha creduto vedere Allora
ho visto ancora al bagliore di un sole arrossato The
Happy Hooker’s Hand Da
qualche parte sulla Terra – *** * PRESSE
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