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Nella notte d'Aghtamar |
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Secondo
la leggenda armena, il povero pescatore innamorato della bella
principessa Tamar è annegato traversando il lago di Van mentre voleva
raggiungerla durante una notte di tempesta. (...) nuoterò fino all'isola traverserò il lago di Van per vederti amore mio prima che straripi a causa delle mie lacrime prima che l'aurora dissolva una notte rara che avresti dipinto di porpora
trasmuterò in poema la leggenda a mo' di profezia affinché colei che non ebbe il tempo d'essere vedova divenga la mia sposa poiché porti nel tuo nome principessa
il colore d'una terra - eterna Armenia! Che non finisce di gemere i suoi morti e d'esclamare amore mio
l'agonia di colui che già mezzo morto non vuol
mai più far piangere le stelle nel cielo
ma udire in un concerto di echi e non un requiem
le tue farfalle gridare
trascinandosi con te nel lago al chiaro di luna pianteremo sull'isola le mille e una tenda d'un amore magico
risolleveremo la Santa Croce dalle sue rovine per ricordarsi dell'Ultima Cena sacra nella quale bevvero il suo sangue per legare i loro corpi dopo averli nobilitati
e noi troveremo il samadhi nella costellazione dei sensi e la mescolanza degli athanor di carne che sanno rompere l'ego e il
silenzio dei loro canti voglio deporre la spada del poema al cuore stesso della passione dello spazio della perdita e del fascino della folgorazione
- d'un’ebbrezza che dice il vero
accederò al Tao sulla terra d'Aghtamar qui o come in cielo grazie alle pendici d'un poema che sarei riuscito a imbastire sulla tua bocca
e nel silenzio dei tuoi seni e perché tu possa tranquillamente dormire mentre la pioggia parla in silenzio
devo traversare il lago di Van come Lamartine senza lamentarmi ma portando nel ventre le budella di un fuorilegge per fermare lo stupro del tempo e il circolo vizioso dell'eterno ritorno
oh Tamar
e nella speranza di amarti teneramente a lungo Inch' Allah sarà il mio ultimo canto - © Nella notte d'Aghtamar. Traduzione : Roberto Capuano.
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